DISTORSIONE DI CAVIGLIA

FATTORI PREDISPONENTI NELLA DISTORSIONE DI CAVIGLIA

I fattori predisponenti sono fattori che aumentano il rischio di subire un infortunio, essi sono: ridotta forza, ridotta mobilità (soprattutto in flessione dorsale), ridotte coordinazione e propriocezione, ridotta resistenza cardio-vascolare,deficit di equilibrio. Molti di questi sono fattori si possono migliorare con la fisioterapia, la quale risulta quindi fondamentale dopo un infortunio.

DIAGNOSI E VALUTAZIONE

Il primo obiettivo della valutazione è l’esclusione della presenza di una frattura, tramite le OTTAWA ANKLE RULES.

Ossia utilizzando la palpazione di alcune strutture della caviglia(vedi immagine). Se questo test dovesse risultare positivo si conferma l’ipotesi diagnostica tramite una radiografia.

Le 4 strutture da palpare sono:

– Malleolo laterale e 6 cm superiormente ad esso
– Malleolo mediale e 6 cm superiormente ad esso
– Osso navicolare
– 5° metatarso

Incapacità di caricare il peso corporeo per più di 4 passi

Una volta esclusa la presenza di frattura si valuta tramite dei test specifici la presenza di un’eventuale lesione legamentosa, che solitamente presuppone la presenza di un ematoma. I legamenti che vanno presi in considerazione sono quelli del complesso legamentoso laterale e la sindesmosi.

Una volta esclusa la presenza di lesioni o fratture si procede con una valutazione funzionale orientata alla riabilitazione, che comprende vari aspetti, tra cui il dolore, il gonfiore, la mobilità, la forza, l’equilibrio e la valutazione del cammino.

TRATTAMENTO

In seguito al trauma è importante gestire dolore e segni dell’infiammazione presente in fase acuta. La caviglia di solito diventa gonfia, calda, rossa, dolente e limitata nel movimento. Il protocollo da seguire è quello PEACE&LOVE:
Protection
Elevation
Avoid Anti-Inflammatories
Compression
Education
&
Load
Optimism
Vascularisation
Ecercise

Esso suggerisce di evitare di prendere farmaci anti-infiammatori e di mettere il ghiaccio per non rallentare il processo infiammatorio, ossia il processo naturale di riparazione tissutale che caratterizza la guarigione. È piuttosto consigliabile nei primi giorni post-trauma mantenere la caviglia compressa con una fasciatura, elevata per limitare il gonfiore ed evitare il carico per le prime 48 ore circa, per poi progredire gradualmente nel carico rispettando la sintomatologia. Il movimento attivo della caviglia in scarico in fase acuta permette di ridurre dolore, gonfiore e ad aumentare la mobilità, meglio se associata a terapia manuale (massaggio, mobilizzazione passiva).

Superata la fase acuta inizia la riabilitazione funzionale. Questa fase si basa sulla somministrazione di esercizi gradualmente sempre più complessi di rinforzo, propriocettività e di coordinazione fino al raggiungimento di parametri che permettano al paziente di tornare alle sue attività quotidiane in sicurezza e con un rischio di recidiva ridotto al minimo.

TEMPI DI RECUPERO

I tempi di recupero variano in base al grado della distorsione e a tutti i fattori che possono influenzare il percorso riabilitativo. La prassi è: fino a 12 giorni per una distorsione di grado lieve, dalle 2 alle 6 settimane per una distorsione di grado moderato e fino a 26 settimane per una distorsione grave. Tali tempistiche sono solo indicative. Una prima valutazione specialistica è fondamentale per analizzare tutti i fattori che possano ritardare i tempi

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